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Zen Sushi Restaurant di Milano

Silvano Spelta
Dal 1 giugno al 28 giugno 2013

Mutazioni e metamorfosi metropolitane

“ …tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti , nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura né storia. I barbari, eccoli qua…”

“…Quanto a capire in cosa consista, precisamente, questa mutazione, quello che posso dire è che mi pare poggi su due pilastri fondamentali: una diversa idea di cosa sia l’esperienza, e una differente dislocazione del senso nel tessuto dell’esistenza.

Il cuore della faccenda è lì: il resto è solo una collezione di conseguenze: la superficie al posto della profondità, la velocità al posto della riflessione, le sequenze al posto dell’analisi, il surf al posto dell’approfondimento, la comunicazione al posto dell’espressione, il multitasking al posto della specializzazione, il piacere al posto della fatica. Uno smantellamento sistematico di tutto l’armamentario mentale ereditato dalla cultura ottocentesca, romantica e borghese…”

“…ognuno di noi sta dove stanno tutti, nell’unico luogo che c’è, entro la corrente della mutazione, dove ciò che ci è noto lo chiamiamo civiltà, e quel che ancora non ha nome, barbarie. A differenza di altri, penso che sia un luogo magnifico.”

ALESSANDRO BARICCO – I BARBARI - Saggio sulla mutazione. (2006)


Da alcuni anni la mia attenzione è rivolta al quotidiano, a cose, oggetti, vestiti che ci appartengono, che nel tempo accumulano una storia, assorbono un vissuto, si riempiono di tracce umane e assumono un valore simbolico rinviando la mente al mondo dell'immaginario. La figura si ripropone nelle spoglie di abiti indossati o in manichini e maschere, simboli molto usati nel mondo surreale per trasmettere messaggi sulla condizione umana.

Attraverso questi strumenti guardo e “registro” il mondo in cui vivo, i luoghi, la gente, le mode. Osservo la grande città là dove è sicuramente più probabile recepire le novità, il movimento, e mi accorgo che è in atto una complessa trasformazione nella quale siamo tutti coinvolti o travolti, partecipi o esclusi, attori o addirittura vittime. Trasformazione che si impone con forte accelerazione dove è maggiore la concentrazione di risorse umane. La crescita delle attività produttive attorno alle aree metropolitane, a scapito della provincia e delle aree agricole, sembra essere dettata dalla necessità di rimanere agganciati alla velocità dei cambiamenti, ovvero generata dal desiderio di non perdere il contatto con “il flusso del mondo”, anche se non si ha alcuna consapevolezza della direzione nella quale ci si stia muovendo. Ma poiché l’evoluzione dei nostri costumi richiede sicuramente tempi più lunghi della rapidità con cui il progresso tecnologico ci sta condizionando, all’interno di questa realtà metropolitana nascono necessariamente delle forme di difesa o, semplicemente, delle modalità di sopravvivenza. Ecco quindi che gli individui si devono “attrezzare per galleggiare in questo flusso”. Per non essere travolti o sbalzati sulla riva di questotorrente in piena, e quindi essere esclusi dal viaggio, devono imparare ad assecondare il moto della corrente senza opporvi molta resistenza, mantenendo alto tuttavia il livello di attenzione. Per definire il processo di adattamento a cui siamo e saremo sottoposti, nel titolo della mostra ho utilizzato il termine “mutazione”, in quanto, volenti o nolenti, verremo sicuramente “segnati” nei nostri caratteri da questa evoluzione, e non ce ne accorgeremo o addirittura, come dice Baricco nel suo saggio, negheremo che ciò stia accadendo o sia accaduto.

Le opere presentate in questa mostra vogliono essere anche un omaggio a “I Barbari -Saggio sulla mutazione” di Alessandro Baricco, la cui lucida analisi interpreta con originalità e spirito critico l’evoluzione in atto nella cultura e nel costume del nostro tempo.

SILVANO SPELTA

Note biografiche.

Nato a S. Bassano (CR) nel 1947, incoraggiato dal padre inizia a dipingere all’età di 6 anni ritraendo dal vero paesaggi e figure. Partecipa alla Rassegna Internazionale del Disegno Infantile a Cremona nel 1955 dove gli viene dedicata un’intera sala per l’esposizione delle sue opere. Si trasferisce a Milano nel 1956 dove attualmente vive. La sua attività pittorica riprende con rinnovato impegno dopo aver compiuti gli studi all’età di 19 anni. Dal 1967 al 1969 è a Parigi dove frequenta l’Accademie de Montparnasse nell’atelier di composizione. Ritornato in Italia inizia ad esporre le sue opere in mostre personali sia a Milano che in altre città. L’interesse per la psicoanalisi condiziona il suo mondo pittorico dove prevalgono visioni surreali e oniriche interpretate secondo modalità che trovano riferimento nelle opere di Max Ernst, Hans Arp e André Masson.

Verso gli anni 80 inizia una nuova fase dove i temi rappresentati vengono particolarmente semplificati, il mondo surreale si trasforma in un mondo “vissuto” fino a diventare un “diario visivo” nel quale prendono posto esperienze di vita ed emozioni condivise con gli amici. Fra il 1982 /84 frequenta a Parigi una scuola di incisione.

La sua attività, seppure ancora intensa, rimane volutamente isolata dal mondo delle mostre e dei concorsi per diversi anni. Nelle sue mostre personali più recenti, a Milano e a S.te Agnèse in Francia nel 1995 e ancora a Milano nel 2008 e nel 2009 figurano cose che gli appartengono, cose, oggetti, vestiti che nel tempo accumulano una storia, assorbono un vissuto, si riempiono di tracce.

La figura umana, tanto dipinta nei passati lavori, tende a scomparire, o meglio a riproporsi nelle spoglie di abiti indossati nel quotidiano o in maschere e manichini utilizzati per trasmettere messaggi volutamente ironici sulle discutibili abitudini che si vanno sempre più affermando nella nostra “civiltà d’occidente”. Il tema ricorrente nei suoi ultimi lavori riguarda infatti la trasformazione del contesto metropolitano e degli individui che ne fanno parte, “mutazioni” che si stanno verificando negli ultimi decenni e che appaiono molto evidenti in una grande città come Milano.

Hanno parlato di lui :

Lo scultore Carlo Paganini, i critici d’arte Luciano Budigna, Ignazio Mormino, Dino Villani e Giorgio Seveso, il pittore e critico Mario Radice, i giornalisti Edgar Moroder, Emilio Albuzzi e Giuliano Albani.

Mostre personali

  • Galleria il Timone – Milano 1969
  • Galleria Angolare – Milano 1970
  • Comune di Miazzina - 1971
  • Galleria il Salotto A – Como 1972
  • Circolo Artistico di Ortisei – (Bolzano) 1972
  • Galleria La Tavolozza - Bergamo 1973
  • First National City Bank – Milano 1973
  • Il Nuovo Studio Fazio – Milano 1979
  • Comune di S.te Agnèse – Francia 1995
  • WHO’S WHO – Milano 1995
  • Biblioteca Chiesa Rossa – Milano 2008
  • Spazio Cinema Anteo – Milano 2008
  • Spazio Cinema Apollo – Milano 2009
  • DYNAMO club - Milano 2010
  • Castello Sangiuliani – Mede 2010
  • Biblioteca Comunale Affori - Milano 2012
  • Circolo ARCI Scighera – Milano 2012
  • B4 – Before – Milano 2012
  • Gelateria Riva Reno – Milano 2012/2013

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