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Federico Casati
Dal 6 dicembre 2014 al 10 gennaio 2015

Federico Casati è nato a Milano nel 1968 ma ha sempre vissuto a Merate e, dal 2008, a Mondonico di Olgiate Molgora. Appassionato di natura e fotografia, è stato fotografo professionista lavorando soprattutto per l’editoria, si è laureato in Lettere e insegna nelle scuole secondarie. Da alcuni anni si dedica con impegno crescente all’attività artistica e ha sviluppato una ricerca che è sintesi originale dei suoi interessi e di un vissuto personale dove l’arte ha avuto un ruolo fondamentale fin dall’infanzia. Lo studio di alcuni aspetti della percezione visiva, in particolare del rapporto tra luce e ombra, è il tema della riflessione di Federico Casati e testimonia il ruolo importante che la fotografia ha avuto nella sua formazione. I suoi lavori vivono di luce, si modificano continuamente in funzione della qualità e quantità della luce presente, che evidenzia di volta in volta ombre più o meno numerose e segnate, proiettate dagli elementi metallici fissati sulla tavola monocroma, spesso semplicemente bianca. Che questi siano chiodi antichi dalle teste irregolari e tormentate dal tempo, sottili fili d’acciaio curvati o leggere lamine di ottone dalle forme geometriche, essi sono funzionali a creare una relazione dinamica tra luci e ombre. Fattori come la tipologia della luce, la posizione dell’opera, l’ora del giorno e il periodo dell’anno, le stesse condizioni meteorologiche, generano ombre sempre diverse, che mutano continuamente. Ombre che significano assenza ma anche presenza, che sono intangibili ma forse più vere di ciò che è reale e le rende possibili: gli elementi che colpiti dalla luce le proiettano e tuttavia a volte, per effetto di condizioni particolari, si annullano sino a diventare invisibili. Allora la superficie della tavola resta affollata soltanto di ombre, che sembrano dialogare silenziosamente con lo spazio circostante. Ne risultano opere di impronta minimalista, caratterizzate dall’essenzialità e dal rigore geometrico delle composizioni e che sembrano pervase da una sorta di misticismo ipnotico, in un rapporto tra vuoti e pieni sempre diverso, dove il flusso vitale si manifesta nel suo continuo divenire nel tempo. Tutti aspetti che concorrono a creare suggestioni e a stimolare riflessioni, non soltanto sulla percezione dello spazio o su parti di esso, quanto piuttosto sulla dialettica tra realtà e apparenza colta nella sua rappresentazione ma anche e soprattutto nei suoi aspetti simbolici.

Wanda Scharf

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