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Arte allo
Zen Sushi Restaurant di Milano
- a cura di Tullio Pacifici -
Luiza Avellar

Dal 9 maggio al 5 giugno 2009

Lei ?in cambiamento e quando un pezzo del suo passato muore c??uno spostamento di interessi e qualcosa di nuovo nasce. Viaggiatrice, alla costante scoperta, si ?dedicata ad una produzione che l?ha coinvolta personalmente, intimamente, raccogliendo da s?stessa ricordi, emozioni, dolori, gioie, poi abilmente trasmesse in lavori che l?hanno portata ad incontrare quell sottile e difficile equilibrio tra arte fotografica e prassi manuale. Da lavori che abbisognano di silenzio e meditazione, come la serie le rose, a opere dove il contenuto ?esclusivamente fotografico. Si arriva cos?alla produzione qui esposta, con immagini originalmennte tratte stando con la macchina di fronte a masse d?acqua trattenute da spessi vetri. Le foto non abbisognano di molti commenti se non del fatto di dire che esse sono semplicemente segni. Alla scopeta di questi ci si imbatte in immagini armoniche con effetti sull?ambiente capaci di generare la sensazione di un viaggio.

Attraverso un percorso che fermando il tempo lo trascende in un attimo, le sue pellicole sono come finestre che generano varchi nei muri. Per lo più meduse, i formati più grandi, gli scatti focalizzano le tracce che esse lasciano al loro passaggio, affascinata dal loro moto, snuoso, lento, elegante, dale loro dinamiche, dai colori che emanano, dal fatto di essere come pennelli viventi che dipingono nell’acqua. Le loro scie sono segni di un qualcosa che è passata dall’esserci al dissolversi, lasciando dietro di sè un’ombra, una silhouette, un’evanescente figura. Come il pennello zen, l?immagine rilasciata dalla pellicola raggiunge un punto di massima espressione, tensione, un culmine, un picco di espressivita? che permette di cogliere l?essenzialita? della cosa fotografata, la sua anima, piuttosto che i suoi dettagli. Questo processo ?nel caso delle sue fotografie reso ancora pi? evidente dal fatto che le dinamiche vitali scattate sono tali da prodursi in una dicotomia tra l?essere presenti e il dileguarsi, in un guizzo di esistenza tra presenza e assenza, apparizione e oblio.

Luiza Avellar

 

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