Arretrati
Arte Milano - Roma

Cristiano Cascelli
a cura di Tullio Pacifici
City

Sperimenta e ricerca nuove tecniche definendosi un nomade dell'arte. L'arte cercata come qualcosa di dettato dal sentire sfuggevole e imperfetto del momento, di esteticamente attraente, capace di fare emergere le idee non di fissarle. Da qui una produzione poliedrica che risente di varie esperienze, viaggi e soggiorni lavorativi in oriente. Oltre che di vissuti personali sono lavori che possono cambiare aspetto compositivo e risultati estetici a seconda, per esempio, che l'artista accentui o meno l'interesse in campo fotografico, scenografico o design. I toni sfumati, sfuocati di certe opere convivono con l'alta definizione di certi ritratti. La mostra city, che e' un'esposizione narrativa, l'artista cerca di raccontare delle storie, lavora con le tempere. Preferisce i colori che rimandano al bianco, al grigio e al nero in modo da sottolineare le mille sfaccettature delle citta’, riprese ogni volta’ con una diversa tonalita’.

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Citta’ fatte di parole, perche’ da esse sono abitate, costruite e vissute. Parole che poi si mescolano nel quadro diventando visibili e invisibili. Le citta’ non sono isolate ma vivono di moto perpetuo, sentono e respirano di tempo, e sono città sul mare. Dal mare da dove le guarda possono venire nuove storie e l'artista ne racconta una quella dellisola di rapa nui, con le sue centinaia di statue moai, statue evocative, votive, per rappresentare riconoscenza a persone defunte. Racconta quegli spazi da dove la realta’ e il tempo possono fondersi fino a creare qualcosa di poco facilmente dominabile. Il mare e’ il luogo dove le sue citta’ hanno la considerevole fortuna di trovarsi in contatto, il mare che chiama e rimanda, il mare dell’orizzonte prossimo, quello da dove le citta’ sembrano svanire, diminuire o ingrandire, avvolte dalle luci e dal buio.