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Arte allo
Zen Sushi Restaurant di Milano
- a cura di Tullio Pacifici -
Tomoyo Haneishi
Dal 14 marzo al 10 aprile 2009

Maglie e percorsi reticolari dagli effetti ipnotici e ridondanti sono le coordinate di un progetto artistico che va ben al di la’ di una pura fruizione visiva. Artista emergente e di talento, di formazione multidisciplinare, sperimentatrice di modelli classici, nondimeno affascinata dagli sviluppi della modernita’. Dall’arte cinetica alla scenografia con una costante attenzione per lo spazio inteso come luogo emotivo, percettivo, psicologico, dove l’arte converge con il teatro, incontra gli esiti del gruppo T (tempo) e N (nomade), sviluppando poi un proprio modulo compositivo, monocromatico, basato sul concetto di moto, spostamento e tempo. Dipinge su legno con estrema semplicita’ e rigore, procedendo intuitivamente e per sensazioni percettive, con risultati spesso imprevedibili. Il programma, radicalmente empirico, si basa sullo studio delle cose e su quanto accade al loro interno, per coglierne dinamiche, line di forza, tensioni, reazioni.Le sue composizioni cinetiche sono multi prospettiche ma non astratte; e’ quindi possible stabilire che esiste una relazione di continuita’ e non di rottura tra la sua opera preparata per la lirica

Turandot e un quadro cinetico. In che senso, visto che in un caso si tratta dell'immagine chiara di un palazzo e nell’altro di una visione totalmente scomposta? La risposta sta nel fatto che l’artista ottiene un ribaltamento della norma per cui il quadro viene dipinto da vicino per essere visto da lontano. I suoi lavori sono come vedute fotografiche riprese da un aeroplano. Da questa altitudine quello che prima era definibile diventa un mosaico, un patchwork, una superficie instabile, provvisoria, acentrata e dinamica. Cio’ che ottiene con le composizioni cinetiche sono territori percettivamente stimolanti e apparentemente nuovi, attraversati da linee e figure nomadi. Mappe di navigazione in un mare infinito. Come qualcosa di continuamente ricollocabile e suscettibile di variazione continua, i suoi lavori sono distanti dall’idea di rappresentare nel quadro il vissuto dell’
artista. Impersonali, senza soggetto, sono fatti per estrarre e portare a consistenza il virtuale che ogni oggetto e’, sono viaggi tra cio’ che e’ incerto e in continuo divenire.

Yoshi Nagasaka

 

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Tomoyo Haneishi

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