Arretrati
Arte Milano - Roma

Hiroe Tsuchihashi
a cura di Tullio Pacifici
Acquarelli e carte di riso sono gli ingredienti principali dei lavori di quest´artista orientale che sviluppa un metodo con esiti personali elaborando i risultati del movimento pittorico giapponese.
I soggetti dei suoi tratti pittorici sono metamorfosi che, emergendo dalle tele con incanto, danno forza ed impressione a paesaggi ripresi dagli accadimenti della natura. Il rigore delle tinte scure, dei bianchi, dei neri, dei grigi, talvolta si polverizza con tinte policrome restituendo alle immagini dei significati che vanno oltre la rappresentazione del paesaggio. Le tecniche che impiega, considerate difficili e raffinate, permettono infatti di ottenere caratteristici effetti atmosferici lavorando a colore scuro su chiaro, con stesure sottili e uniformi di toni uguali o sfumati in gradazione e di redigere rapidi appunti di lavoro: i moti estetici passeggiano con il linguaggio.
I suoi ambienti assumono diverse sembianze, come se un forte vento percorresse gli spazi delle tele, come se la pittrice volesse fare parlare la natura che rappresenta, coglierne l´essenza nascosta, la vita interiore.
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Meno preoccupati delle raffigurazioni quanto piuttosto di dare alle immagini significati traducibili come piccole storie. Le narrazioni sono tratte dalla realtà allo scopo di sottolinearne la capacità vivente, bizzarra, mimetica, persuasiva, di inventarsi nuovamente.
Le tinte e colori hanno una forza straordinaria. I bianchi e neri sono disposti in modo da lasciare spazio alle azioni. Gli accadimenti vanno vissuti con passione immediata oppure meditati, come dei palcoscenici che richiedono, com´è tipico della pittura giapponese, una grande preparazione dell´artista non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche interiore. Le figure si dispongono allungandosi sui fogli, in verticale e in orizzontale; anche quando le dimensioni sono piccole, la pittrice cerca di dare aria allo spazio, aiutando in questo senso la natura a rappresentarsi manifestando la sua storia, la sua capacità dialogica. Una meditazione con l´assimilazione dell´oggetto da rappresentare, in un certo senso un compenetrarsi in ciò che si sta realizzando al punto tale di pensarlo proprio.