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Zen Sushi Restaurant di Milano
- a cura di Tullio Pacifici -
Hitomi Niihara

Dal 6 giugno al 3 luglio2009

 

Così come le ombre dei ciliegi proiettano sulla via la seconda dimensione della pianta, la parte non visibile, così le tinte delle sue tele rivelano il sé della cosa o della persona. L’artista infatti, adoperando una particolare tecnica pittorica rivela non solo e non tanto bellezza, quanto piuttosto essenze. Le opera diventano così iconografie di un paese, il Giappone, evocandone tradizioni e sensibilità. Come le parti di un kimono (ki vestire e mono cosa), disegni e colori vengono realizzati nello stesso lasso di tempo, utilizzando prevalentemente il rosso, il blu, il giallo e talvolta il bianco e il nero. Non sono necessarie aggiunte perché questi pochi elementi sono ritenuti sufficienti per ottenere ulteriori sfumature; alla fine del procedimento è come se il quadro fosse parte di un abito, qualcosa da indossare, che appartiene, dotato di specifiche regole e linguaggi propri.
Tali sintassi sono dunque le differenze specifiche di un fare che al di là della decorazione trasmette messaggi e simbologie. La stesura è un momento di meditazione e ricerca, un modo per lasciare emergere e comunicare ciò che di sè già si conosce e, più ancora, ciò che si vuole trovare.


 

Il finale è dunque una sorpresa che, pur attingendo da un comune retroscena culturale, mantiene un legame di stretta intimità con l’artista. L’osservazione di questo genere di opere richiede perciò calma e attenzione ai dettagli, alle figure, ai motivi di composizione. Come ombrelli e come pannelli disposti verticalmente, le tele raccontano della natura e di come essa sia rivelatrice di quanto sarà, portatrice di buon auspicio, prosperità o segnale di carenza.
Un’ottica di reciproco incontro, un circuito interpretativo di devozione e rispetto è il modo di rappresentare la relazione tra persona e natura. Un suo quadro, in particolare, vede una ragazza in preziosi pannelli volgersi in un abbraccio con un ramo in fiore. Di fronte, come se l’una fosse la continuità
dell’altra, in una curva di grazia, leggiadria, saggezza, sapienza, in uno spazio rarefatto in cui l’insieme e la singola parte si rappresentano simultaneamente.

Hitomi Niihara

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