Arretrati
Arte Milano - Roma
 

ANGELO ROGNONI
a cura di Tullio Pacifici

Le tele si rappresentano come tracce, trame, visioni, distorsioni del dato naturale. Le lacerazioni dell'anima, i sentieri postivi e negativi, del mondo animale e razionale dell'artista, vengono distorti in colori e con la forza e l'impatto dell'azione pittorica trasmessi. Nell'ambito di un discorso artistico che si avvale di varie tecniche e che produce con ciascuna opera un impatto visivo di rilievo.
L'artista sottolinea questo aspetto avvalendosi anche delle mani e della spatola per creare quadri i cui segni possano essere tocchi e ritocchi di quanto sensibilmente sperimentato o sentito. Ogni sensazione visiva, tattile, viene fatta trasmettere dai colori alle tele. In formule astratte ed informali, mescolando questi percorsi in un processo di continua esclusione, allontanamento, trasfigurazione del dato di partenza.

Nondimeno i segni evidenziano tuttavia momenti di empatia con il dato naturale e di contestuale disgregazione di esso. Il tutto viene abilmente mescolato dando vita a connessioni, tensioni, pulsioni, che colpiscono per la loro immediatezza espressiva, carichi come sono di esplosiva veridicità. Formule astratte che guadagnano i contorni dell'immaginario attraverso l'informale di cui ogni quadro resta la traccia. Astrazione informale che si trasmette con ispessimenti, spessori, altorilievi. Le opere danno corpo a visioni, utilizzando con abilità olii, acrilici e schiume poliuretaniche mescolate con sabbie, smalti e stucchi. Il tutto crea delle concrezioni, sedimentazioni materiche che si avvalgono dell'intreccio di colori che ripetono la realtà circostante oppure la trasmutano in visioni interne simili all'immagine sogno o a degli schizzi di essa.

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