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Zen Sushi Restaurant di Milano

Riccardo Villarosa

Dal 13 Febbraio al 12 Marzo 2010

Mi chiamo Riccardo Notarbartolo di Villarosa, sono nato a New York nel 1950 e ho sempre vissuto a Milano. Al liceo  Parini la   mia professoressa d’italiano protestava per il mio cognome troppo lungo. I titoli nobiliari sono stati aboliti, diceva. Io le rispondevo che l’ultimo articolo della costituzione consente l’utilizzo del predicato nobiliare sui documenti di identità. Mio chiodo fisso era quello di diventare giornalista per andare gratis al cinema. Scopersi dopo aver iniziato una collaborazione con il Corriere della Sera con articoli di vela che la tessera del cinema ce l’avevano solo quelli degli spettacoli. Laureato in giurisprudenza con una tesi di  diritto della navigazione (Salvataggio, recupero e soccorso in mare) ho assolto gli obblighi di leva in Marina. In Accademia a Livorno notai  numerosi quadri di Rudolf Claudus,  austro ungarico adottato come pittore quasi ufficiale della Marina tra le due guerre.
E’ tetro e di maniera; molto meglio il milanese Tabet, o, prima il grande Edoardo De Martino pittore by appointement to Her Majesty Queen Victoria. Ho passato quasi tutta la sua vita a costruirmi un passato perché altrimenti in un curriculum come questo non avrei saputo cosa dire. Pur di avere storie da raccontare mi sono sobbarcato una quindicina d’anni di regate nonostante frequenti attacchi di mal di mare. Ho raggiunto Los Angeles da Livorno a bordo di un mercantile. Avevo letto “ La nave morta” di  B.Traven in cui si descriveva la vita maledetta di un fuochista in sala macchine. Volevo provare anch’io quell’avventura e chiesi ad un amico armatore di imbarcarmi. Fui accontentato e in una sera d’autunno salii a bordo di una nave da 40.000 tonnellate che caricava merce varia. Il problema era che non ero iscritto alla gente di mare per cui mi dissero di accomodarmi  nella cabina riservata agli ospiti e non mi fecero fare un niente durante tutto il periodo della traversata. Una noia lancinante. In America volli spostarmi con gli autobus della linea  Greyhound come aveva fatto Jack Kerouac  nei suoi viaggi descritti nel libro “On the road”. Altro rompimento di palle bestiale. Arrivai nello Utah dove fui ospitato dai miei cugini mormoni  Erano ragazzi più o meno della mia età che dibattevano animatamente se era lecito bere coca cola che notoriamente contiene caffeina. La caffeina e la teina sono proibite dalla chiesa mormone. Nel resto dell’america la gente si faceva di canne, LSD, eroina, superalcolici.
In un’altra occasione decisi di passare le ferie estive in Afghanistan. Era nel 1979 e pensavo di riuscire a diventare un corrispondente di guerra come Kipling o Churchill.
L’esperienza di venire mitragliato , senza conseguenze, da un Mig sovietico mi fece cambiare idea .

Sono stato redattore, direttore e persino editore di riviste mare. Mi sono appassionato alla  pittura di marina ed sono convinto di essere un esperto del settore. Titolare della agenzia fotografica Overseas dal 1980 al 1998, da qualche anno scrivo articoli semi demenziali per le riviste Yacht Capital e Yacht Digest. Poco meno di due anni fa decisi di applicare il concetto di semidemenzialità alla pittura. Essendo presuntuoso ai primi lavori che mi sono sembrati azzeccati non ho esitato a importunare  varie gallerie di Brera.  L’anno scorso ho avuto l’onore di avere due mostre personali a Milano. Non c’è due senza tre. La mia terza mostra è al ristorante Zen. Gli americani dicono  “Third time lucky“. Speriamo che sia vero.

http://www.riccardovillarosa.com/

Satoru Kawagishi


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Villarosa

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